Un mondo di vini – La Toscana in una bottiglia

Sin dai tempi del dio Bacco e persino Platone, Aristotele e Lucrezio, uomini eruditi si sono interessati al mondo del vino e a come le degustazioni possano definire la nostra essenza. In epoche più recenti, due studiosi hanno persino vinto il Premio Nobel per la medicina nel 2004 per i loro studi sui sensi del gusto e dell’olfatto.

Il motivo per cui siamo così affascinati dal mondo del vino e della coltivazione delle viti si deve al desiderio di bere qualcosa di straordinario, ma anche di apprendere nozioni sulle tradizioni vitivinicole. Al mondo troviamo molte zone costellate da splendidi vigneti, dove si producono vini pregiati, da Stellenbosch in Sud Africa alla Napa Valley in California o la Borgogna in Francia. Pensando all’Italia, ottimi vini d’eccellenza, apprezzati in tutto il mondo, si producono in svariati regione: tra queste, la Toscana sicuramente è tra le più conosciute. Un territorio tutto da esplorare, tutto da gustare: scopriamolo insieme.
 
La Toscana  - dove il Vino fa Storia
Salvador Dalí una volta disse che “Un vero intenditore non beve vino, ma ne degusta i segreti”. C’è del vero in questa affermazione, in quanto sebbene si possano trovare ben pochi vini mediocri in commercio, la storia di alcune cantine e tenute vanta vari secoli di vita, così come i segreti grazie ai quali le uve si trasformano in meraviglie da bere. La Toscana affascina chiunque la visiti, i paesaggi che toccano l’anima con dolci colline e poetici casali che si perdono a vista d’occhio; oltre al magnetismo di vedute incantevoli, occorre pensare alla combinazione di un terreno fertile, un’ottima esposizione, il clima ideale e una conoscenza profonda in tema di enologia per ottenere risultati sopraffini. In Toscana, infatti, troviamo alcuni vini tra i più noti al mondo, da Brunello di Montalcino al Chianti, ma a questi si aggiungono vigneti di zone più raccolte, ma altrettanto importanti.
 
Quando il vino incontra l’arte – Cantina Lunae
Guardando alla vicina Liguria, Cantina Lunae sembra un’opera d’arte. In costante dialogo con la natura che la circonda, ogni spazio in questa cantina è studiato nei minimi dettagli, facendo attenzione all’illuminazione, agli arredi armoniosi e agli elementi architettonici: non può che nascere un vino che è un capolavoro. Situata a Luni, appena oltre il confine con la Toscana, i vini di Cantina Lunae sono un’espressione del territorio al quale appartengono, incastonato tra il mare e le montagne. I piccoli appezzamenti dove crescono le viti sfruttano le composizioni geologiche, che qui variano notevolmente: ne nascono vini dalle caratteristiche molto diverse tra loro. Vengono utilizzate uve Vermentino – Etichetta Nera, Grigia e Bianca – varietà autoctone – Albarola, Vermentino Nero e Ciliegiolo – e si ottengono vini rossi con uve in varie combinazioni di Sangiovese, Merlot, Pollera Nera, Alicante, Albarossa o Massaretta – oltre a cru speciali e vini DOC che sorprendono piacevolmente gli intenditori. Ogni elemento circostante, dalla purezza del marmo non lontano alla fluidità dell’acqua, uniti a un clima temperato, è rispettato e preservato, in un processo che la famiglia Bosoni porta avanti con cura e dedizione da quattro generazioni.
 
 
Chianti Classico
Definita legalmente nel 1716 – sebbene già identificata nel XIII secolo – quella che molti stranieri chiamano Chiantishire, la zona del vino Chianti Classico, si estende su un’area ben precisa tra Firenze e Siena. Le uve utilizzate per produrre questo vino, Sangiovese, crescono solo qui e il risultato è un vino che può essere più o meno corposo, con note fruttate o più intense. Tra le molte cantine che lo producono, Antinori nel Chianti Classico è certamente una tra le più rinomate. La sua storia risale al 1180 (!) e la cantina di Bargino, a sud di Firenze, è stata votata la migliore al mondo nel 2022. Progettata dall’architetto Marco Casamonti, è stata inaugurata nel 2012, sebbene la famiglia Antinori sia impegnata nella coltivazione del vino da ben 26 generazioni! Chiaramente i vini in degustazione sono Chianti Classico Riserva DOCG, Chianti Classico DOCG Peppoli e il Vinsanto Chianti Classico, la cui produzione in tutta la Toscana risale al medioevo. Questa cantina fa parte del circuito Toscana Wine Architecture, che comprende quattordici cantine d’eccellenza in tutta la Toscana, dove la qualità sopraffina si unisce a un design unico, progettato da architetti contemporanei d’avanguardia.
 
 
Badia a Passignano si aggiunge al ventaglio di tenute della famiglia Antinori nella zona del Chianti Classico. La Badia si trova in una zona naturalistica protetta e nel tempo divenne un monastero dell’ordine dei Vallombrosani che risale all’XI secolo – sebbene alcune fonti ne testimoniano l’esistenza già nel IV secolo; al suo interno conserva stupende lunette affrescate da Cosimo Rosselli e un’eccezionale Ultima Cena, ad opera dei fratelli Domenico e Davide Ghirlandaio, risalenti al XV secolo. Grazie alla sua posizione a 300 metri sul livello del mare, con un terreno con roccia calcarea e tracce di argilla, qui botti di rovere ungherese custodiscono il pregiato vino Badia a Passignano Chianti Classico DOCG Gran Selezione, prodotto rigorosamente con uve Sangiovese. La cantina si trova proprio sotto il monastero, dove soffitti a volta e mura possenti garantiscono la temperatura e l’umidità ideale per la produzione di vini di altissimo livello.
 
 
Una meraviglia dai toni poetici - Bolgheri
Con la sua celebre poesia del 1874, Davanti San Guido, il poeta Giosuè Carducci ha trasformato il paese di Bolgheri in un sogno. Il vialone di accesso a questo gioiello toscano, coronato da 2500 cipressi, è di certo poetico e conduce a un’esperienza vinicola unica, affascinante. Vari fattori contribuiscono alla creazione di un ottimo vino: il terreno, l’esposizione e l’abilità di chi coltiva i vitigni. Il sole gioca un ruolo fondamentale, poiché può variare la quantità di zucchero presente nelle uve, il che vuol dire una gradazione alcolica minore o maggiore a seconda dell’intensità dell’esposizione. A Bolgheri si aggiunge un altro elemento fondamentale: il mare. Le dolci brezze che arrivano dalla costa a pochi chilometri di distanza, unite al terreno sabbioso e leggermente argilloso, attenua il calore e mitiga il clima freddo invernale: le uve sono protette dalle intemperie e si ottengono così dei vini straordinari.
Ecco una selezione delle migliori cantine della zona.
 
Straordinario e forse oltre – la Cantine di Bolgheri
A sud di Bolgheri e Castagneto Carducci troviamo la Tenuta Argentiera, una tra le più estese della zona. Qui si producono vini Bolgheri DOC e DOC Superiore, Toscana IGT, Toscana IGT Vermentino e vini rosé, con i vigneti che si estendono dalle colline fino al mare: una degustazione con la vista sulla costa tirrena non ha eguali.
L’architetto svizzero Mario Botta ha progettato l’architettura moderna di Petra Wine, una cantina situata più a sud, nella Val di Cornia: a basso impatto ambientale, il design semplice e razionale degli esterni vuole “dare risalto alla bellezza e alla profondità del paesaggio”. I vini prodotti qui, nel cuore della Maremma, sono 100% organici e contengono varie combinazioni di uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Syrah.   Fondata nel 1944, il tempo sembra essersi fermato alla Tenuta San Guido. Produttori del famoso Sassicaia DOC, questo vino prende il nome dal terreno nel quale viene prodotto e si ispira ai classici vini d’annata di Borgogna, che contengono uve Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Altri vini nella loro produzione sono Guidalberto, una combinazione di uve Cabernet Sauvignon e Merlot, e Le Difese, con uve Cabernet Sauvignon e Sangiovese.
Gestita dalla famiglia Antinori, ma di proprietà della famiglia Della Gherardesca dal XVII secolo, la Tenuta Guado al Tasso si estende per oltre 320 ettari nel cosiddetto anfiteatro di Bolgheri, con vigneti coltivati con uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Cabernet Franc, Petit Verdot, Vermentino Nero e Bianco. Fondata nel 1981, la cantina Ornellaia appartiene alla famiglia Frescobaldi, che si occupa della produzione di vino da oltre sette secoli. Tra i primi a dedicarsi ai Super Tuscan Sassicaia e Bolgheri Superiore, i loro vini offrono combinazioni di uve Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, oltre a una versione con 100% uve Merlot. Ogni anno, un artista di calibro internazionale viene invitato per creare una serie di etichette a edizione limitata, all’interno del loro progetto Vendemmia d’artista.
 
Il coraggio di essere audaci -  i vini Super Tuscan
Come in tutte le storie, a volte occorre sfidare le regole. E ci vuole coraggio ad andare fuori dagli schemi. In Italia esistono regole molto precise sulla produzione del vino – il cosiddetto Disciplinare – che determinano i tempi della raccolta, di maturazione e affinamento e chiaramente il tipo di uva che viene utilizzato per ogni vino. Negli anni ’70 del Novecento, un gruppo di ambiziosi cultori locali provarono una tale frustrazione nello scontrarsi sempre con l’intransigenza della burocrazia relativa al vino e iniziarono a introdurre uve straniere nella loro produzione di vini. Ed è così che nacquero i primi Super Tuscan – l’appellativo deriva forse da Robert Parker che nella sua rivista Wine Advocate definì in tal modo i vini che ebbero un grande successo nonostante fossero così rivoluzionari – o forse proprio per questo motivo!  Tra i primi vini prodotti citiamo il Tignanello, creato dalla famiglia Antinori nel 1971, con uve Sangiovese, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, dalle quali nacque un vino sorprendente. Il Consorzio che controllava la produzione del vino creò l’appellativo IGT (Indicazione Geografica Tipica) nel 1992, permettendo ai produttori di essere più flessibili nella produzione e commercializzazione dei vini. Ad oggi, i vini Super Tuscan più famosi sono il Sassicaia, Ornellaia e Tignanello.
 
Lasciatevi ispirare dalle nostre lezioni di cucina a Il Bottaccio           
Un buon bicchiere di vino si gusta piacevolmente da solo, ma si apprezza maggiormente se accompagna un pranzo o una cena. Concedetevi il lusso di imparare a sfruttare al meglio le annate migliori con la creatività del nostro chef Nino Mosca. Cucinare esprime amore, dedizione e fantasia: una cucina che risente degli influssi del mare e delle montagne, con l’aggiunta di sperimentazioni moderne,  qui si utilizzano solo gli ingredienti migliori. Una tra le pochissime strutture in Versilia a organizzare corsi di cucina ad hoc, le lezioni durano tre ore e si svolgono al mattino: prenderete parte ai processi creativi e vi guideremo a ogni passo nella creazione di un menu tutto personalizzato, seguito dal pranzo, che gusterete nei favolosi ambienti del Bottaccio. Un’ottima occasione per diventare chef per un giorno!

Resta in contatto

Hai bisogno di più informazioni? Scrivici a: bottaccio@bottaccio.com
o chiama il +39 0585 340031